RENATO NICOLINI

 

RENATO NICOLINI
Città, architettura
e meraviglioso urbano

A cura di Carlo Prati

collana RIF lezioni a cura di Giorgio de Finis

Bordeaux Edizioni

 

uscita: aprile 2025

Pp. 112

ISBN: 979-12-5963-253-1

Sito: https://www.bordeauxedizioni.it/prodotto/renato-nicolini-citta-architettura-e-meraviglioso-urbano/

 

 

Con testi di Orazio Carpenzano, Giorgio de Finis, Camilla De Boni, Marilù Prati, Massimiliano Smeriglio, Francesco Spinelli, Francesca Romana Stabile

 

 

Questo libro è una scrittura a più voci, alimentata dal desiderio di approfondire e attualizzare il pensiero progettuale e politico di Renato Nicolini, in rapporto all’architettura, alla città e allo sviluppo di nuove politiche di rigenerazione urbana. La tesi di questo lavoro editoriale è che il “Meraviglioso urbano”, se correttamente interpretato, possa evolvere in un metodo di analisi e in uno strumento di intervento, in grado di offrire risposte alle questioni più stringenti che le metropoli contemporanee si troveranno ad affrontare nel prossimo futuro. In quest’ottica, il “Meraviglioso urbano” può ancora offrire un prezioso contributo alla risoluzione di conflitti ed emergenze che Roma impone all’attenzione di tutti.

 

 

 

 

Il Meraviglio urbano esprime la con vergenza tra materiale e immateriale, esso è dunque un ossimoro, una “figurazione” simbolica in grado di unire coppie di opposti. In tal senso l’immagine più significativa è stata elaborata dalla cultura classica, in particolare essa è espressa dall’iconografia del dio latino degli inizi Giano Bifronte. Giano è il protettore di ogni passaggio e misteriosa immagine di tutti i territori di transizione, spazi lineari infiniti in cui si raccolgono innumerevoli tensioni e speranze. Renato Nicolini ci suggerisce dunque, secondo l’interpretazione proposta, di abitare e sostare all’interno di questo spazio lineare di transizione. Seguendo questa traccia, se guardiamo all’ architettura del Dopoguerra, possiamo generare nuovi imprevedibili “ibridi” tra categorie storiche opposte. Prendiamo ad esempio l’architettura Radicale e l’interpretazione storicista del Movimento Moderno operata da Louis I. Khan. Da un punto di vista compositivo e formale, possiamo così affermare che il Monumento Continuo di Superstudio (1969) deriva dal concetto kahaniano di stanza come muro dilatato, in grado cioè di essere abitato in modo illimitato. Io penso che il Nicolini politico, chiamato a operare sulla città a cavallo degli anni Settanta e Ottanta, agisce su di essa sincronicamente come architetto e come storico. Profondo conoscitore delle tendenze principali allora presenti in architettura, ne mette in pratica i principi ispiratori sottoponendoli a un processo di costante verifica e revisione sul campo. A conferma di ciò si consideri il legame ideale che il Meraviglioso urbano stabilisce con la “psicogeografia” situazionista, ovvero lo “Studio degli effetti precisi dell’ambiente geografico, disposto coscientemente o meno, che agisce direttamente sul comportamento affettivo degli individui”. Il principio strutturante della visione situazionista della città è la deriva urbana (…) Il progetto di architettura che meglio rappresenta l’ideale situazionista è senza dubbio il Fun Palace dell’architetto inglese Cedric Price (con Frank Newby e Gordon Pask), una “megastruttura” polifunzionale dal forte impatto strutturale e tecnologico, pensata nel 1962 per ospitare spettacoli e manifestazioni di ogni tipo. Il Fun Palace è un’architettura pensata per l’Homo Ludens situazionista, l’unica alternativa possibile alla progressiva deumanizzazione del soggetto operata dalla società capitalista. Un altro aspetto da sottolineare, in relazione alle analogie tra pensiero nicoliniano sulla città e il progetto di Price, è il ruolo svolto dalla sua committente: la regista di teatro Joan Littlewood era infatti alla ricerca di soluzioni progettuali in grado di superare il formalismo delle strutture ricreative tradizionali, mediante l’ideazione e lo sviluppo di strutture che fossero mobili e di volta in volta riconfigurabili a seconda delle esigenze. Si tratta, in altre parole e forme, della poetica dell’“effimero” attorno a cui si aggrega tutto il lavoro sperimentale che Renato Nicolini porta avanti negli anni in cui guida l’assessorato alla Cultura del Comune di Roma.” (un estratto da “Tematiche e prospettive di ricerca nel pensiero architettonico di Renato Nicolini”)

 

 

La presentazione pubblica del volume si è tenuta nel maggio del 2025 nell’ambito di IPER – Festival delle periferie

 

 

Fotografie della presentazione di Leonardo Petrucci

Lascia un commento